NOTIZIA FLASH N. 32/2026

——Per le imprese che investono in attività di ricerca e sviluppo (R&S) – ma anche per i professionisti che le assistono nell’accesso al relativo credito d’imposta – la menzione del Manuale di Frascati porta con sé uno spiacevole “retrogusto”.
——Il Manuale di Frascati dell’OCSE è la guida di riferimento internazionale che definisce, per scopi fiscali e statistici, cosa costituisce attività di R&S; la sua conoscenza è fondamentale per accedere ai crediti d’imposta aziendali e si basa su cinque criteri cardine: novità, creatività, incertezza, sistematicità e riproducibilità. È stato elaborato per la prima volta nel 1963 da esperti dell’OCSE riuniti in un gruppo di lavoro a Villa Falconieri a Frascati (da cui il nome) ma, per quello che qui ci interessa, solo a partire dall’anno 2020 è stato elevato a parametro normativo vincolante¹.
——E proprio qui sta la questione: per il Legislatore l’applicabilità dei criteri enunciati nel Manuale di Frascati opera a partire dalle attività di R&S che consentono l’accesso al credito d’imposta disciplinato dalla Legge n. 160/19 – e quindi agli investimenti in R&S effettuati a partire dall’anno 2020 – mentre nessun riferimento al Manuale di Frascati era contenuto nella normativa che disciplinava gli investimenti in R&S effettuati fino all’anno 2019 (quelli regolati dall’art. 3 del D.L. n. 145/13).
——Tuttavia, come detto, il Manuale di Frascati era già diffuso all’epoca della precedente normativa in materia di attività di R&S ed anche la Commissione europea, con la Comunicazione del 27 giugno 2014 n. 1, rinviava al Manuale di Frascati quale fonte interpretativa.
——Tanto è bastato all’Agenzia delle Entrate per ritenere applicabili i cinque criteri del Manuale di Frascati – ed in particolare quello della “novità” – anche alle attività di R&S svolte dalle imprese fino all’anno 2019, notificando avvisi di accertamento a raffica che disconoscevano la genuinità delle attività di R&S svolte e qualificavano come “inesistenti” i crediti d’imposta maturati, con tutto il corredo di sanzioni (anche penali, se l’importo era oltre soglia) che ne derivava.
——Nonostante la giurisprudenza si sia prevalentemente schierata a favore dei contribuenti, l’Amministrazione finanziaria non ha mollato la presa. Ma con la sentenza del Consiglio di Stato n. 5627, pubblicata in data 14 luglio 2026, lo scenario è destinato a cambiare radicalmente: il Tribunale Amministrativo ha infatti sentenziato che il Manuale di Frascati non si applica al credito d’imposta R&S regolato dal D.L. n. 145/13, quindi alle attività di R&S svolte fino all’anno 2019.
——La decisione del Consiglio di Stato conferma una precedenza sentenza del TAR del Lazio (la n. 15039 del 2025) che aveva annullato un provvedimento di diniego, da parte del MIMIT, di una certificazione relativa al credito d’imposta R&S, il cui rilascio è soggetto al rispetto delle Linee guida approvate dal MIMIT con D.M. del 4 luglio 2024. In tale decreto il rinvio ai criteri del Manuale di Frascati viene operato sia i crediti d’imposta R&S maturati ex D.L. n. 145/13 (fino all’anno 2019), sia per quelli maturati ex Legge n. 160/19 (a partire dall’anno 2020); ed è questo il punto bocciato dal giudice.
——Il Consiglio di Stato è molto chiaro: solo dal 2020 una norma di legge richiama il Manuale di Frascati, prima non sono ammissibili interpretazioni “temporalmente” estensive.

