La stagione 2026-27 del “concordato preventivo biennale”

7 Luglio 2026

NOTIZIA FLASH N. 30/2026

——Ci siamo. I bilanci sono tutti alle spalle (salvo gli ultimi depositi), le imposte sono già state quasi tutte calcolate (si versano i saldi del 2025 e il primo acconto del 2026 tra giugno e luglio, salvo ricorso alla proroga e/o alla rateazione), mancano solo i dichiarativi (ma per quelli c’è tempo fino a ottobre).

——Dunque, periodo di calma piatta? Macché! Per le partite IVA soggette agli ISA, che per il biennio 2024-25 hanno aderito al “concordato preventivo biennale” (“CPB”) ovvero non vi hanno mai aderito, è tempo di fare alcune valutazioni sull’opportunità o meno di rinnovare l’adesione (nel primo caso) o di entrare per la prima volta nel meccanismo di “accordo preventivo col Fisco” (nel secondo caso).

——Diciamolo con molta franchezza: a giudicare dalle adesioni alle precedenti edizioni, il CPB non convince molto la platea dei potenziali fruitori, e per tale ragione il Legislatore ha messo mano più volte alla disposizione che lo disciplina, con lo scopo di renderlo via via più appetibile: l’ultimo restyling, in ordine di tempo, è quello compiuto con gli artt. 7, comma 3-bis, e 7-bis del D.L. 27 marzo 2026, n. 38, nel testo risultante a seguito della conversione in legge ad opera della Legge 22 maggio 2026, n. 88.

——Con quali novità approcceremo la nuova versione del CPB per il biennio 2026-27?

——Innanzitutto, fa il suo ingresso nei calcoli l’iper-ammortamento; la variazione fiscale (in diminuzione) con la quale vengono riconosciuti in deduzione i maggiori ammortamenti e i maggiori canoni di leasing relativi a investimenti in beni materiali e immateriali del Nuovo Piano Transizione 5.0:

  • non rileva ai fini dell’elaborazione della proposta da parte dell’Amministrazione finanziaria (così come già avveniva per plus- e minusvalenze, sopravvenienze attive e passive, perdite su crediti, utili da partecipazione e per l’extra deduzione per incremento occupazionale);
  • rileva, a riduzione del reddito concordato, per la determinazione del reddito imponibile da dichiarare e da tassare (così come, con i rispettivi segni algebrici, rilevano le altre voci sopra elencate).

——Un secondo incentivo estende a tutti i contribuenti ISA la disposizione – inizialmente riservata solo ai contribuenti con le migliori pagelle ISA – consistente nella fissazione di un limite massimo all’importo del “reddito” e del “valore della produzione” proposti; in particolare, a seguito della novità introdotta con l’art. 7-bis del D.L. n. 38/26 convertito, le proposte non potranno superare:

  • del 10% il reddito/valore della produzione dichiarati nel 2025 in caso di punteggio ISA = 10;
  • del 15% i sopracitati valori in caso di 9 ≤ punteggio ISA < 10;
  • del 25% i sopracitati valori in caso di 8 ≤ punteggio ISA < 9;
  • del 30% i sopracitati valori in caso di 6 ≤ punteggio ISA < 8;
  • del 35% i sopracitati valori in caso di 1 ≤ punteggio ISA < 6.

——Resta immutata la previsione che nel caso in cui la proposta formulata, tenendo conto di tali limitazioni, risultasse inferiore a confronto con i valori di riferimento settoriali (ad esempio le remunerazioni dei dipendenti dello stesso settore in cui opera l’imprenditore), allora le limitazioni sopracitate non operano.

——Dulcis in fundo, cambia il calendario per effettuare l’adesione al CPB: in particolare, viene concesso un mese di tempo in più per la riflessione, atteso che il termine per perfezionare l’adesione al CPB viene differito al 31 ottobre 2026, in coincidenza con il termine per l’invio del Mod. Redditi ’26.